CELIACHIA: DAI SINTOMI ALLA DIAGNOSI

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine che genera in soggetti geneticamente predisposti gravi danni alla mucosa intestinale causando l’atrofia dei villi. La conseguenza di una celiachia non diagnosticata è un malassorbimento dei cibi che causa a lungo termine gravi ripercussioni al paziente. La celiachia è una reazione avversa al glutine di tipo autoimmune: due anticorpi, l’anti-endomisio e l’anti-transglutaminasi, specifici per la diagnosi della malattia celiaca, quando vengono a contatto con il glutine (tramite il cibo) agiscono contro le cellule del nostro stesso organismo.

Sintomi classici

  • Stanchezza
  • Gonfiore addominale
  • Dolori addominali
  • Diarrea
  • Stipsi
  • Sindrome dell’intestino irritabile

Come si effettua la diagnosi?

È sufficiente un prelievo di sangue per la ricerca degli anticorpi specifici: anti-transglutaminasi e anti-endomisio. Nel caso di risultati positivi, la diagnosi va confermata con la biopsia.

Quando effettuare il test genetico?

È necessario effettuare il test alla ricerca dei geni predisponenti allo sviluppo della celiachia: HLA DQ2/DQ8 quando non si hanno i sintomi classici della celiachia e nei seguenti casi:

  • Un parente di 1° grado con celiachia
  • Un’anemia di cui non si conoscono esattamente le cause
  • Problemi di infertilità o aborti spontanei
  • Bassa statura e scarso accrescimento (nel bambino)
  • Deficit di IgA
  • Disturbi gastrointestinali
  • Disturbi neurologici non ben definiti
  • Una patologia autoimmunitaria (diabete di tipo 1)
  • Sindrome di Down

E dopo la diagnosi?

La diagnosi di celiachia per la maggior parte delle persone rappresenta un miglioramento della qualità della vita, perché, seguendo la dieta senza glutine, i disturbi e i sintomi scompaiono.

 

Fonte: Celiachia Oggi n. 7 Agosto/Settembre 2012

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